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Margherita

24 Gennaio 2024|
Tempo di lettura: 4 min.

Spam check delle email? Novità 2024

Google e Yahoo stanno per introdurre nuove regole da seguire per passare lo spam check email. Nel nostro lavoro i cambiamenti non mancano mai, sono il nostro pane quotidiano. Tra loro ci sono anche i nuovi accorgimenti da adottare per essere certi che le newsletter inviate arrivino ai destinatari e non finiscano nella sezione “spam email”.

In quest’articolo infatti, scopriremo insieme come passare lo spam check email nel 2024: pronti?

Spam check email

Adattarsi alle nuove regole per non finire tra le spam email

Dal primo febbraio Gmail e Yahoo adotteranno nuove regole per chi invierà ufficialmente più di 5000 newsletter al giorno. Letta così, questa cifra sembra molto grande. Per un’attività imprenditoriale è una cifra facilmente raggiungibile (e superabile). Consideriamo anche il fatto che per essere un mittente di email in blocco è sufficiente spedire poco più di 1000 email al giorno.

Per proteggere gli utenti da email indesiderate, questi due colossi della comunicazione invitano chiunque faccia un invio massiccio di email, tramite newsletter, a effettuare una procedura di autenticazione. In questo modo si conferma l’identità del mittente. Si verifica anche che chi sta spedendo sia effettivamente chi dice di essere.

Invii tante newsletter? Ecco i passaggi da fare!

Anche tu sei nella nostra stessa situazione? Vuoi continuare a inviare email a cuor leggero, senza temere che queste finiscano nel buco nero della casella postale? Allora dovrai fare pochi, semplici ma essenziali passaggi.

Prima di tutto: autenticare il dominio da cui invii le email.

Mettiamo il caso che tu sia un appassionato di elettronica. Vorresti sempre essere al corrente sulle ultime novità in uscita. Per questo, hai scelto di affidarti al tuo negozio di riferimento e ti sei iscritto alla loro newsletter. Un giorno apri la tua casella di posta e vedi che hai una nuova email non letta: è proprio il tuo negozio di fiducia, ma non lo capisci subito…l’indirizzo da cui hanno inviato la newsletter non coincide con il nome del negozio.

Creerebbe diffidenza, giusto?

Decidi quindi di segnalarla come “email spam”.

Esattamente questo è il ragionamento che Gmail e Yahoo faranno al posto tuo dall’ 1 febbraio. Per evitarlo, sarà sufficiente configurare, per il tuo dominio da cui invii le newsletter, l’autenticazione SPF o DKIM e il DMARC.

Quando si invia una newsletter infatti, avere questi protocolli configurati correttamente assicura che i messaggi raggiungano la casella di posta degli iscritti e non siano bloccati dai filtri anti-spam.

Cosa sono i protocolli di autenticazione e-mail SPF, DKIM, DMARC? Scopri gli indispensabili per passare l’email spam check.

I protocolli di autenticazione e-mail SPF (Sender Policy Framework), DKIM (DomainKeys Identified Mail) e DMARC (Domain-based Message Authentication, Reporting & Conformance) sono tre protocolli standard utilizzati per verificare l’identità del mittente di un’email e combattere lo spam e il phishing.

Questi meccanismi sono particolarmente importanti per le newsletter, in quanto influenzano la reputazione del dominio del mittente e la probabilità che le sue email siano consegnate correttamente nella casella di posta degli iscritti, piuttosto che essere filtrate come spam.

Vediamoli nel dettaglio.

  1. SPF (Sender Policy Framework): è un sistema di validazione progettato per prevenire l’invio di email fraudolente. Un record SPF è un elenco di server autorizzati a inviare email per conto del tuo dominio. Quando ricevi una email, il provider di posta elettronica controlla l’SPF per assicurarsi che l’email provenga da un server elencato nel record SPF del dominio mittente, certificandola.
  2. DKIM (DomainKeys Identified Mail): questo protocollo consente al destinatario di verificare che un’email sia stata effettivamente inviata e autorizzata dal proprietario del dominio. Ciò avviene tramite una firma digitale inserita nell’intestazione dell’email. Il destinatario (o il suo server di posta) può poi verificare questa firma con una chiave pubblica che si trova nel DNS del dominio del mittente.
  3. DMARC (Domain-based Message Authentication, Reporting & Conformance): questo è un protocollo di autenticazione che utilizza sia SPF sia DKIM per offrire ai proprietari dei domini un modo per proteggere il proprio dominio da usi non autorizzati (ad esempio, spoofing).

Il DMARC permette ai proprietari dei domini di specificare cosa fare se un’email non supera le verifiche SPF o DKIM (ad esempio, se deve essere respinta o segnalata come spam). Inoltre, il DMARC fornisce report su come le email inviate dal loro dominio vengono gestite dai server di posta dei destinatari, permettendo così ai proprietari di capire se e come il loro dominio possa essere utilizzato impropriamente.

Disiscriversi: rendilo un procedimento facile

Una volta fatto questo, si passa alla seconda fase: semplificare la disiscrizione. Lo sappiamo, non vorremmo succedesse mai, essere rifiutati non è mai piacevole. Alle volte però è meglio avere contatti davvero interessati a noi e a quello che abbiamo da offrire loro, piuttosto che avere contatti inattivi su cui investiamo energie inutilmente. Gmail questo lo sa bene: ecco perché tra le nuove regole ne ha riservato una proprio alla procedura di disiscrizione.

Tra le cose che passerà sotto attento sguardo ci sarà infatti la facilità con cui poter annullare la propria iscrizione alla newsletter. Un solo clic e richieste gestite entro due giorni: Google sarà contento. Un modo per farlo è sicuramente inserire un link “Annulla iscrizione” direttamente nel fondo della mail.

Esempio di grafica che compare dopo la disiscrizione con un solo clic.

Segnalazioni? No, grazie.

Ultimo requisito richiesto: assicurarsi che i destinatari Gmail non ricevano messaggi non richiesti. Mail Up in questo senso consiglia di: «puntare ad un tasso di segnalazioni spam medio inferiore allo 0,1% cercando di non superare mai lo 0,3%».

Non resta che adeguarsi alle nuove regole di recapito: una nuova fase sta per iniziare!

Siete pronti come lo siamo noi?

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