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Massimiliano

12 Giugno 2024|
Tempo di lettura: 3 min.

Come si usa Midjourney? Una domanda, diverse applicazioni

Midjourney: come usare questo nuovissimo strumento in una classica giornata da agenzia di comunicazione? I ritmi sono spesso incalzanti e la creatività può essere messa a dura prova. Ma quando si parla di AI tutto acquista una nuova prospettiva. Scopriamo allora le diverse applicazioni di Midjourney!

Generare immagini con l’AI

Midjourney ai è un generatore di immagini alimentato da AI che consente agli utenti di creare contenuti visivi spesso sorprendenti, per realismo e attenzione al dettaglio, semplicemente partendo da una condivisione di testo descrittivo. Fondato da David Holz, questo strumento sta trasformando il campo dell’industria delle immagini, dell’arte e della fotografia in qualcosa di nuovo.

Per creare immagini con l’AI è molto semplice: non è necessario infatti installare software complicati, è sufficiente collegarsi alla piattaforma di Midjourney via Discord, un servizio di messaggistica popolare tra i gamer. Noi abbiamo scelto di investire in questa nuova opportunità: per questo abbiamo scelto di avere a disposizione la versione “Mega PRO”.

Come scrivere i prompt per Midjourney?

Per riuscire a ottenere risultati validi con l’AI è fondamentale non sottovalutare l’importanza dell’input che si inserisce nella piattaforma. I prompt sono infatti le richieste che si fanno per creare le immagini.

Quali regole seguire e quali elementi tralasciare dunque?

Innanzitutto la grammatica: sembra scontato eppure è molto importante scrivere frasi semplici e chiare, pensate per evitare possibili fraintendimenti. Più concisa è e meglio l’AI riuscirà a lavorare. Ciò non significa tralasciare i dettagli che si hanno in mente: semplicemente riuscire a trasmettere l’idea che si ha in mente, senza scrivere un poema degno pretendente della Divina Commedia.

Gran parte del lavoro sarà proprio questo: scegliere le giuste parole limitandole al massimo.

Una volta scritto il prompt arriva il momento più emozionante, definito dall’attesa nel vedere cosa ha partorito la mente artificiale.

Perché utilizzare l’AI?

Lo dobbiamo ammettere: con l’AI ci stiamo anche divertendo parecchio. Ma non è solo questo. È uno strumento utilissimo in grado di far risparmiare tempo e risorse.

Per creare un’immagine di un piano editoriale ad esempio, non sarà più necessario pensare a come fare uno shooting fotografico, e quindi trovare una location adatta, immaginare la situazione in cui inserire il prodotto, trovare la giusta posizione di luci e macchina fotografica…bensì sarà fondamentale unire le competenze acquisite sul campo per portarle nel proprio pc, dove ci si potrà concentrare su un solo obiettivo: trovare la giusta ispirazione.

Immaginiamo ad esempio di dover creare l’immagine di un post per un cliente che produce vino. La protagonista sarà una delle bottiglie prodotte: la richiesta è quella di farla vedere contestualizzata in un ambiente realistico. In un mondo pre-AI questa necessità si tradurrebbe in una produzione di uno shooting fotografico definita anche da una fase di produzione esterna al nostro studio. Con l’AI invece possiamo gestire tutto internamente, senza dover organizzare alcun spostamento.

Partiamo dalla creazione di un’ambientazione: ci colleghiamo alla piattaforma, e iniziamo a scrivere il prompt, descrivendo nel modo più preciso possibile la scenografia che desideriamo, il mood che vogliamo trasmettere, le forme della bottiglia, senza dimenticarci di descrivere anche l’aspetto più tecnico come lo stile dello scatto e la tipologia di luci che vorremmo.

Una volta creata quest’immagine di partenza possiamo scattare lo still life del prodotto reale, ricreando il più fedelmente possibile la luce che abbiamo impostato nella piattaforma. Perché questo passaggio? Per avere un’immagine credibile dell’oggetto protagonista e diminuire il più possibile un effetto finale troppo artificiale. In fin dei conti vogliamo risparmiare tempo e risorse, non la qualità!

A questo punto apriamo Lightroom e Photoshop e iniziamo la fase di post-produzione, per far dialogare queste due immagini e ottenere il risultato desiderato. Inseriamo lo still life fotografato all’interno del contesto creato con l’AI e lavoriamo sulla color correction, per dare tridimensionalità alla “foto”. Ed ecco il possibile risultato.

Senza le competenze tecniche di fotografia e di post produzione sviluppate in anni di esperienza, non saremo stati in grado di avere questo risultato.

L’AI ci aiuta a ottimizzare tempo e risorse ma non sostituisce il nostro lavoro. Sicuramente l’aspetto che più ci affascina è riuscire a produrre una foto che assomiglia molto a quello che potevamo creare unicamente scattando e allo stesso tempo riuscire a farlo senza spostarci mai dalla nostra sede. Un vantaggio non scontato.

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